Nobile Contrada del Nicchio

UN SIMBOLO DI PASSAGGIO 

I nuovi Novizi

 

 

Il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, Siena cambia respiro. È la festa del protettore degli animali ed è il giorno della benedizione della stalla: un momento semplice e solenne insieme, che sa di fieno, di silenzi rispettosi e di mani che accarezzano con devozione. Sotto la pioggia sottile, nel freddo che punge e tra i golf di lana tirati su fino al mento, torna a sentirsi un leggero profumo di Palio. Si aprono le porte di un luogo che, proprio nei giorni di Palio, diventa inaccessibile, custode geloso dei sogni e delle speranze di un popolo intero.

Quest’anno, per il Nicchio, il 17 gennaio ha avuto un significato ancora più intenso. Nello stesso giorno si è celebrato un altro rito importante, diverso, ma altrettanto carico di valore: la cerimonia di passaggio da Piccoli a Novizi. Una coincidenza speciale: mentre si onora la tradizione, si accompagna una nuova generazione a compiere un passo avanti nel proprio cammino di contradaioli.

In questa occasione, i Novizi hanno voluto dedicare un pensiero simbolico ai Barbareschi, donando loro dei portaspazzole in cuoio. L’idea nasce dal desiderio di celebrare insieme due nuovi inizi: quello dei ragazzi, pronti a intraprendere un nuovo percorso contradaiolo, e quello dei Barbareschi appena entrati in carica, chiamati a svolgere un ruolo tanto delicato quanto fondamentale.

I portaspazzole sono stati realizzati a mano da Emiliano Gorelli, presso la Città dei Mestieri al Saltarello, che ha accolto con entusiasmo questa proposta, dedicando tempo, cura e soprattutto passione alla creazione di questi oggetti. Ed è proprio la passione l’elemento che meglio racconta il senso di questo omaggio: un gesto di continuità e fiducia, racchiuso in un oggetto semplice, che troverà il suo posto nei giorni che contano.

I portaspazzole non sono un semplice accessorio, ma parlano del lavoro, dell’impegno quotidiano e dell’attaccamento di chi si prende cura, con orgoglio, del nostro cavallo. Il regalo dei Novizi vuole essere questo: un segno di vicinanza e di buon auspicio per i nuovi Barbareschi.

Così, nel giorno in cui si onora la tradizione più antica, il Nicchio ha accompagnato un nuovo inizio. Perché è questo che ci tiene vivi: custodire ciò che siamo e preparare, passo dopo passo, ciò che saremo.

Giulia Zeppi