In contrada si sa, tutti sanno fare tutto. Ma sarà poi così vero?
“Ma chi l’ha montato ‘sto tavolo che è più torto di me?”
“Meno male avevano messo i posti giusti… manca pure il capotavola.”
“Ovvia, qui c’avrei pulito meglio io!”
“Ma come ti è venuto in mente?!” mira a tradurre i dubbi e le curiosità riguardo certe mansioni e/o ruoli in interviste conviviali davanti a un caffè alla Pania o alla Rondine, dove la gente si racconta per quello che è e quello che fa nei Pispini.
Vi siete mai chiesti chi si sporca le mani in cucina come ha iniziato? E chi la pulisce la Pania tutte le mattine? Per non parlare poi di figure che hanno dato un contributo importante non solo al Nicchio, ma alla città tutta.
Ogni piccola azione ha il suo valore, che essa sia pubblicizzata o meno. Combinate poi, creano quella comunità che noi chiamiamo Contrada. Una realtà coesa dove le persone si scambiano saperi, competenze, aiuto.
L’idea di questa rubrica nasce quindi dall’esaurire questi enigmi riguardo realtà più o meno conosciute. Dall’esigenza di capire come nasce un’idea che diventa realtà. Dal bisogno di sentirsi parte integrante di questa nostra innata passione.
Chiunque di noi apporta il suo contributo a mantenere e crescere questa follia che ci accomuna. E quindi, con questa rubrica, tento umilmente di dare anche il mio.
Andiamo quindi ad iniziare con due personaggi artistici, che hanno niente popo’ di meno che dipinto il drappellone. Di seguito le interviste a Rita Petti, autrice del cencio del 2 luglio 2005, nonché dei bozzetti delle monture precedenti e del “nuovo” fazzoletto, e Riccardo Manganelli (se vi mancasse la memoria, 2 luglio 2025), autore dei bozzetti delle nuove monture e, tra le altre cose, insegnante presso la Città dei Mestieri e di pittura in economato. [Entrambi hanno operato anche fuori Siena, ndr.]
Ma come t’è venuto in mente di dipinge’ il drappellone!?
Riccardo: Ho fatto e vinto diversi concorsi a giro per l’Italia, quindi quello per il Palio, quando sei in grado di parteciparvi, cerchi di farlo. Tutto qui!
Rita: Di solito si dice “a Siena tutti pensano prima o poi di dipingere un palio”. Sarà un po’ un partito preso, ma a me hanno sempre dato noia i luoghi comuni. Quando ero in quinta superiore (presso l’istituto d’arte) uscì un concorso, però sinceramente mi sentivo ancora molto lontana dal poterlo affrontare. Poi dopo 20 anni è uscito nuovamente, e a quel punto ho detto: “beh, ora forse si può fare”. Ripensandoci, è andata bene che non ci avessi provato prima e che magari lo avessi addirittura vinto.
Rita, che sensazioni hai provato quando ti hanno chiesto di fare i bozzetti delle monture per il giro del Nicchio o quello del nuovo fazzoletto?
Rita: È un po’ strano perché con le contrade ho sempre avuto a che fare da quando ero piccola. Credo di aver lavorato per ciascuna delle 17 contrade.
Ma per il Nicchio è tutt’altra cosa. Per me per il lavoro per la mia contrada è la mia dimensione di appartenenza. Non fa parte del lavoro, fa parte del mio modo di viverla e di sentirmi parte di una cosa collettiva. Lo faccio perché io so fare quello, un altro sa fare qualcos’altro ancora e alla fine è un modo per stare insieme.
Hai mai fatto qualche esperimento con la seta?
Riccardo: Abbiamo provato a mettere la foglia d’oro nelle corone delle bandiere di piazza, per vedere se reggeva. Ha retto, qunidi ora vediamo come andare avanti.
Rita ne ha fatti diversi con la seta del drappo. Chissà, forse un giorno futuro potrete leggerle in esclusiva!
Che esperienza hai provato nel guidare altri Nicchiaioli a dipingere le nostre bandiere?
Rita: Condividere è essenziale per godere appieno delle cose. Pensando che non siamo eterni, si parte da quello che ognuno di noi ci ha messo del tempo per conquistare, consentendo ad altri di fare la loro parte. Poi secondo me quelle affinità che nascono facendo cose insieme sono belle. Sono le amicizie vere, quelle che nascono fra persone che si intendono. È come avere una sincronia senza bisogno di nessuna imposizione. Trovare la lunghezza d’onda in cui ti senti a posto perché ti vedi riflesso negli altri.
Una call to action per dipingere il martedì sera!
Riccardo: Sicuramente sono cose che è bene non perdere, sono importanti. Le persone ci sono, sono brave. Quindi continuiamo così.
Riccardo, com’è insegnare alla Città dei Mestieri?
Riccardo: Mi sembrava giustamente doveroso rispondere quando mi hanno chiamato. Un’iniziativa importante, faticosa, ma lo fai più che volentieri. Va incoraggiata sicuramente.
Qual è il tuo drappellone preferito fra quelli vinti dal Nicchio?
Rita e Riccardo: Adami (16 agosto 1981).
E non vinti da noi?
Rita: Quello di Dova mi è piaciuto tanto (16 agosto 1973, vinto dall’Aquila).
Riccardo: Come pittori mi piacciono molto Attardi (16 agosto 1974, Selva) e Vespignani (16 agosto 1983, Giraffa).
Un anedotto contradaiolo che ti va di raccontarci?
Rita: Un episodio che mi ha commosso e mi ha gratificata molto è stata quando il barbaresco portando su per i Pispini Brento, poco prima del palio, si è fermato e mi ha chiesto di dare una carezza sul suo muso. Questa cosa me la ricordo sempre con emozione.
Riccardo non può raccontarne, chi scrive conferma. Su citazione stessa: “Taglia taglia! (ridendo, ndr)”.
E con queste parole mi dileguo, per ora, in cerca del prossimo ruolo da far parlare. Stay tuned!
Fiamma Brecchi