Nobile Contrada del Nicchio

Ser Pacifico e le Riflessioni sulle uova

Ser Pacifico ha una strana abitudine: prendere appunti. Osserva la vita di Contrada, ascolta le voci del Rione e annota tutto. Dice di non inventare nulla. Si limita a ricostruire le conversazioni come potrebbero essere andate — o come qualcuno giura che siano andate davvero.
Ogni tanto apre il suo quaderno e pubblica qualche riga…

Ovvia, anche questa Santa Pasqua è passata.
E cosa c‘è di meglio, dopo una bella ruzzolata a tavola, che andare a fare due passi in via dei Pispini per digerire?
Oddio oddio… che buzza piena. E quante ova soprattutto.
E sapete una cosa ganza? A voler parlare di ova non ero solo in via dei Pispini. No no, c’era un monte di gente…

Ma quanto saranno bone l’ova?
Fino a qualche anno fa facevano malissimo, oggi invece sono alla base di una dieta che prevede di mangiarne quattro o cinque a schiocco la mattina, appena alzati dal letto.
Ova sode, ova alla cocche, ova affrittellate, ova bogliole. Ce n’è davvero per tutti i gusti.
Poi ci sono l’ova pasquali, quelle di cioccolata. Bone anche queste, se non di più.

Ora, tutti più o meno sappiamo che l’ova sode le fa la gallina, o giù di lì. Invece non tutti sanno che le ova pasquali le fanno i topi. E poi le lasciano per strada, sui muri nei Pispini, belline colorate, ripiene della loro colla, quella per topi appunto. E quelli sono topi grossi, di fogna, quelli che vengono in superficie e poi, una volta individuati, scappano nel loro habitat naturale.

Questo per dire che per divertirsi (e anche divertire, perché no?) bisogna avere un filino di cervello. Ma se il cervello non c’è, sempre topi di fogna si resta.

Ser Pacifico, Cronista di Finimondo