Nobile Contrada del Nicchio

Vivo [1]

All’improvviso, una foto riemerge dalla memoria dei ricordi, squarciando il velo del passato! Una giovanissima comparsa, con i segni di un’adolescenza consumata in fretta in mezzo alle ristrettezze della Seconda Guerra Mondiale, posa festante in Piazza del Duomo, dopo l’omaggio all’Arcivescovo.

Domenica 7 Agosto 1949: Giro Onoranze Protettori

Si riconoscono fra gli altri: Divo Martini (in piedi, secondo da destra), e poi a seguire Cesare Gamberucci, Mauro Marzocchi detto “Nacchero”, Giancarlo Cambi; poco oltre Sergio Vanni, che si appoggia probabilmente a Otello Damiani detto “Ciuci” (non ancora provato dal noto incidente stradale che da lì a poco lo avrebbe coinvolto con l’amico Divo), Gino Grazzini (in piedi, con la bandiera sollevata), con probabilmente alla sua sinistra Vinicio Petreni.

La stessa scena appare in un famoso cortometraggio americano del 1950, “Grandad of Races”, diretto da André de la Varre, vincitore di un Oscar alla 23a edizione degli Academy Awards nel 1951: si tratta di un eccezionale documentario a colori che mostra la città durante i giorni precedenti e successivi la carriera del Luglio 1949, e che riesce a immortalare le prove e la corsa stessa, sebbene con sequenze montate non sempre chiaramente identificabili.

Prima di parlare di quel Palio, un breve aneddoto di quell’estate 1949, che coinvolge Divo Martini (classe1930) e Otello Damiani detto Ciuci (classe 1922). Divo, appena 18-enne, riceve la cartolina verde della chiamata al servizio militare con destinazione Roma (caserma Monte Mario, Corpo Trasmissioni), e presumibilmente nell’autunno del 1949, al termine del corso CAR, viene mandato in licenza a Siena.

In una fresca sera autunnale, Divo e Ciuci decidono di andare in moto a ballare ad una festa a Buonconvento, ma, sulla via del ritorno, i nostri due protagonisti hanno un incidente alle famose curve di Curiano (quelle che precedono Lucignano d’Arbia), e cadendo, entrambi colpiscono quei colonnini di cemento che una volta erano lungo i bordi delle strade (non esistevano i guardrails).

Il mio babbo atterra su un fianco, e si frattura un paio di costole con conseguente perforazione della pleura, mentre Ciuci colpisce in pieno con la testa un colonnino, rompendolo. Ovviamente entrambi sono ricoverati al Santa Maria della Scala, l’ospedale vecchio, e apparentemente quello più grave sembra Ciuci (in realtà, mio babbo avrà una lesione permanente alla parte inferiore di un polmone, tanto che sarà immediatamente riformato dal servizio militare).

Nei giorni successivi, Divo e Ciuci ricevono la visita dei fratelli Giovannetti, Enzo e Leonardo (nicchiaioli, il primo padre di Marco e Leonardo, e il secondo artefice della famosa “Stallina”). Ma mentre è facile trovare Divo, che, sebbene in gravi condizioni, è comunque ben riconoscibile, ben più difficile è identificare Ciuci. Segue un lungo girovagare nei saloni dell’ospedale alla ricerca del buon Ciuci, finché finalmente viene trovato: al Ciuci, che, malgrado un brutto trauma facciale e alla testa (le cui conseguenze saranno visibili sul suo volto), è comunque in buone condizioni, è stata applicata una bendatura e gessatura dell’intero volto e dell’intera testa. Dopo lo stupore iniziale, quell’apparizione scatena l’ilarità dei visitatori e, nonostante la drammaticità del momento, la tensione si scioglie con una risata generale !!!

Torniamo al Palio del Luglio 1949.

Basandoci sul cortometraggio citato, possiamo riconoscere l’ingresso fra i canapi della Prima Prova, la mossa della Seconda e della Quarta Prova, un passaggio a San Martino della Terza Prova, e infine la salitella del Casato, dopo l’uscita dall’Entrone, e il primo Casato della Prova Generale (considerando il fatto che la Selva, con la grigia Salomè, partecipò solo alla Prima e alla Prova Generale, e l’Oca solo alla Prima e Seconda Prova).

1 Luglio 1949
The National Geographic Magazine Grandad of Races (1950)

La sequenza della Prova Generale è eccezionale: in testa Chiocciola, Selva, Drago, poi in quarta posizione il Nicchio con il purosangue Stellino, e al suo interno, lungo gli sprangati, il Valdimontone con La Popa che avanza molto veloce. Non si vede esattamente la curva, ma la dinamica appare chiara: l’ingresso forte e basso del Valdimontone non può che urtare il Nicchio, e da quel contatto il cavallo Stellino ne esce irrimediabilmente infortunato.

In un periodo in cui erano scarse le documentazioni fotografiche, la memoria personale, tramandata oralmente, poteva diventare “verità”, e così una certa tradizione orale vuole che Stellino si sia infortunato proprio a causa di una maldestra entrata del Valdimonone.

Probabilmente, questo è uno dei primi segnali dei dissapori fra le due Contrade, allora alleate, che di lì a poco sfoceranno nei noti incidenti dell’agosto 1952.

La Contrada si stringe intorno al proprio cavallo: partecipa al corteo storico con gli zoccoli di Stellino, che conserverà nel proprio museo, e addirittura fa affiggere un manifesto murale, quasi a ricordare un eroe caduto.

E a portare gli zoccoli, in una comparsa listata a lutto, sono scelte due figure rappresentative, per simboleggiare la Continuità nel Tempo: Vasco Poggi e un giovanissimo Divo Martini!

Luca Martini 

2 Luglio 1949
The National Geographic Magazine (August 1951)

 

[1] Andrea Laszlo De Simone (2021)